Le stigmate sono opere demoniache


Le stigmate vengono definite come delle spontanee apparizioni di piaghe sanguinanti in determinate parti del corpo che possono essere permanenti o periodiche e spesso sono accompagnate da forti dolori fisici e da patimenti morali. Queste piaghe non guariscono per quanti rimedi si utilizzino; compaiono, guarda caso, solo nelle parti del corpo dove Gesù Cristo subì le ferite provocate dalla crocifissione; e producono abbondanti ed inspiegabili emorragie.

La Chiesa Cattolica Romana considera il supplizio delle stigmate un dono grande, un favore speciale di Dio per incrementare il grado di santità sia di chi le riceve (le intense sofferenze che provocano contribuiscono enormemente a configurare l'anima a Cristo, completando quello che manca alla sua passione: Fil. 3,10; Col. 1,24), sia di chi ne è testimone.

In seno alla Chiesa Cattolica Romana ci sono stati diversi stigmatizzati nel corso dei secoli, tra cui uno degli ultimi è stato Pio di Pietralcina fatto santo poco tempo fa. Ma il più famoso stigmatizzato è Francesco d’Assisi.

Nato nel 1182 ad Assisi da un ricco mercante, il suo desiderio inizialmente era quello di diventare cavaliere, ma in seguito ad una grave malattia subita quando era prigioniero di guerra, abbandonò quella vita e diede tutto quello che possedeva ai poveri e intraprese la vita dell’ascetismo più rigoroso. Alcuni giovani di Assisi colpiti dal suo esempio, si misero al suo seguito, e Francesco con dodici di essi andò a Roma a chiedere a Innocenzo III l’approvazione ecclesiastica della sua regola di vita comunitaria. E così Francesco cominciò la sua opera che aveva come scopo quello di imitare Cristo nell’umiltà, nella povertà, e nella predicazione dell’amore di Dio per tutti gli uomini e tutto il creato. 

A partire dal 1224 Francesco fu sempre malato, soffriva agli occhi fino quasi a perdere la vista, allo stomaco, alla milza e al fegato, oltre ad avere gonfiori e numerose emorragie. Il 14 settembre del 1224, che era la festa dell’esaltazione della Croce, mentre era sul monte Verna in preghiera, Francesco ricevette le stigmate, ecco come racconta il fatto Tommaso da Celano (che fu l’amico più intimo di Francesco) nella sua biografia Vita Prima : ‘Ebbe da Dio una visione. Gli apparve un uomo, in forma di Serafino... confitto in croce nell'acerbo dolore della passione... Cercava con ardore di scoprire il senso della visione, e per questo il suo spirito era tutto agitato. Mentre era in questo stato di preoccupazione e di totale incertezza, ecco: nelle sue mani e nei piedi cominciarono a comparire gli stessi segni dei chiodi che aveva appena visto in quel misterioso uomo crocifisso... Anche il lato destro era trafitto da un colpo di lancia, con ampia cicatrice, e spesso sanguinava". 

Francesco poi morirà due anni dopo, nel 1226, e solo due anni dopo la sua morte fu canonizzato da Gregorio IX. Non solo, in seguito la Chiesa Cattolica Romana ha istituito una festività speciale, il 17 settembre, in onore delle stigmate di Francesco di Assisi. Questo per ciò che concerne il più famoso stigmatizzato della Chiesa Cattolica Romana.

Ma come si formano le stigmate secondo la Chiesa Cattolica Romana? A questa domanda viene data nella sostanza la spiegazione che diede Francesco di Sales, ‘santo dottore’ della Chiesa Cattolica Romana, a proposito delle origini delle stigmate in Francesco di Assisi. 

Francesco di Sales dopo avere descritto nel ‘Trattato dell’Amor di Dio’ (Libro VI, cap. 15), tutta la scena della stigmatizzazione di Francesco di Assisi, spiega a Teotimo che l’amore umano ha la capacità di modificare anche il corpo facendolo ammalare e talvolta morire: ‘L’anima, - prosegue - come forma e padrona del corpo, usando il suo potere su di lui, impresse i dolori delle piaghe di cui era ferita nei luoghi corrispondenti a quelli nei quali il suo amante le aveva sofferte. L’amore è ammirabile nel rinforzare l’immaginazione per farla giungere fino all’esterno’. "Ma causare esteriormente gli squarci della carne, - dice sempre Francesco di Sales - l’amore interiore non poteva farlo in alcun modo: ecco perché l’ardente serafino, venendo in aiuto, lo colpì con raggi di un fulgore così penetrante, che procurò esteriormente nella carne le piaghe del Crocifisso, che l’amore aveva impresso interiormente nell’anima’.

Io invece, giudico che le stigmate siano una delle tante opere del diavolo che con la sua abituale astuzia riesce a fare passare le sue opere demoniache come opera di Dio. Si tratta di opere di demoni, e non a caso gli stigmatizzati sono delle persone isteriche ed anche ipnotizzate.

Non so se ti è capitato di vedere qualche foto di Pio di Pietralcina, ma guarda il suo sguardo molto attentamente, e vedrai che ha uno sguardo di persona ipnotizzata. Ci troviamo davanti a fenomeni che dal punto di vista umano sono inspiegabili, perché soprannaturali, a fenomeni che certamente fanno meravigliare chi li vede, non c’è dubbio che si tratta di segni e di prodigi, ma di segni e prodigi bugiardi, operati dal padre della menzogna che è Satana.

Segni e prodigi che servono a confermare le menzogne insegnate dalla Chiesa Cattolica Romana, menzogne che sono tantissime, e quindi a fare rimanere le persone attaccate alle menzogne insegnate dai loro preti. Ma non ha forse detto Gesù che "
sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigî da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti" (Matt. 24:24)?.

Io quindi, rigetto le stigmate, le aborro, le detesto, e ti metto in guardia da chiunque ti voglia persuadere che esse invece sono opera di Dio. Nessuno ti inganni.

A proposito di stigmate, voglio farti notare a conferma di quanto appena dettoti, che esiste un gruppo ufologico che ha nome NONSIAMOSOLI di cui uno dei dirigenti di nome Giorgio Bongiovanni (uno dei fratelli Bongiovanni che dirigono il gruppo) afferma che il 2 Settembre 1989 mentre si trovava a Fatima avrebbe visto ‘la Celeste Signora’ che oltre a dirgli alcune cose gli trasmise le stimmate alle mani.

In seguito, precisamente due anni dopo, egli avrebbe ricevuto altre stimmate, ai piedi, questa volta però dal ‘Maestro Gesù’ . Queste sue stimmate darebbero la certezza che Gesù Cristo è giunto tra noi per annunciare che il tempo è venuto e che giustizia sarà fatta; e farebbero di Giorgio Bongiovanni il portatore di una parte delle sofferenze di Gesù. Quest’uomo, nelle sue conferenze che tiene nel mondo, si presenta spesso sanguinante; facendo rimanere meravigliate le persone. 

La sostanza del suo messaggio che lui ha ricevuto dalla ‘madonna’ e dal ‘Maestro Gesù’ è questo; la terra non è il solo pianeta abitato, che Dio ha creato l’intelligenza in infiniti altri mondi e che Cristo, prima di venire in questo mondo, aveva visitato altri esseri che lo avevano accolto come redentore, e quindi, si erano evoluti in ispirito, scienza e tecnologia e potevano visitarci quali Suoi messaggeri. Il sangue che fuoriesce dal suo corpo sarebbe per gli uomini di questo pianeta una visitazione delle potenze celesti che operano per il trionfo del ‘Padre glorioso’, il cui dolce impero sovrasta il cielo e la terra. Gli angeli di ieri, extraterresti di oggi, si prodigano affinchè in questo mondo si sviluppi una rinascita dei valori portanti della vita.

Gesù in un’apparizione gli avrebbe detto:
Figliuolo, sono ritornato come avevo promesso. Annuncialo in tutto il mondo … da oggi inizia la mia visitazione sulla terra. Ancora non possono vedermi, ma quando i tempi saranno compiuti mi manifesterò con gran potenza e gloria e allora sarà pianto e stridor di denti. Con queste stimmate accuserò l’Anticristo…. A presto, figliuolo’ (Nonsiamosoli, Luglio-Dicembre 1993, pag. 3).

Ora, come puoi vedere, pure questo uomo ha le stigmate, io le ho viste in alcune fotografie presenti sulla loro rivista e ti posso assicurare che nel vederle, e nel vedere questo uomo agonizzante e sanguinante, ho provato una forte ripugnanza. Ma guarda caso, crede negli UFO e in eresie di perdizione. Non è questa una ulteriore prova che queste manifestazioni corporali che improvvisamente spuntano fuori sul corpo di alcuni, sono delle opere demoniache? Per me lo sono, e ti esorto a considerarle tali.


Tratto dal libro: "Domande e Risposte" di G.Butindaro

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