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Francesco: un Mariano travestito da Cristiano


I Mariani sono coloro che si affidano per la loro salvezza a Maria, la madre di Gesù, che è morta ed è andata ad abitare con il Signore nel regno dei cieli. I Mariani si raccomandano a lei, confidano in lei, le rivolgono preghiere e canti, quantunque Maria non li possa ascoltare e non possa fare niente per loro. Le offrono un culto per mezzo di immagini e statue che rappresentano Maria, che essi considerano sacre e davanti alle quali si prostrano e che servono in svariate maniere. 

Francesco, l’attuale capo della Chiesa Cattolica Romana, è uno di essi, come lo sono stati i suoi predecessori e come lo sono tutti i Cattolici Romani. Francesco dunque è un idolatra, e gli idolatri non ereditano il Regno di Dio ma quando muoiono scendono nell’Ades (l’inferno) dove sono tormentati in mezzo al fuoco. Egli è un Mariano travestito da Cristiano. Questa è la verità. 

Naturalmente, Francesco per fare credere di essere un Cristiano deve menzionare Dio e Gesù nei suoi discorsi, come anche deve nominare la parola Vangelo, ma è evidente da quello che dice e dal suo modo di ragionare, che non è un discepolo di Gesù Cristo. 

Francesco assomiglia a tanti «evangelici» che fanno la stessa cosa per fare credere di essere dei Cristiani, quando non sono altro che degli uomini sotto la potestà di Satana sulla via della perdizione. Non vi fate dunque sedurre dalle sue parole. 

Ai Mariani va annunciato il ravvedimento e l’Evangelo, e quindi gli va detto: “Ravvedetevi e credete all’Evangelo” (Marco 1:15), come anche va loro detto di convertirsi dagli idoli all’Iddio vivente e vero (e quindi quando si convertono va loro detto di distruggere le loro immagini e statue), e di uscire dalla Chiesa Cattolica Romana. E per loro bisogna pregare Dio affinché li salvi. Non sono infatti nostri fratelli, perché non sono figliuoli di Dio ma figliuoli d’ira. Noi desideriamo la loro salvezza.

Tratto da:
http://giacintobutindaro.org/2018/12/25/francesco-un-mariano-travestito-da-cristiano/

COME SATANA SI SERVE DELL’IDOLATRIA DEI CATTOLICI ROMANI

A dirla tutta, pregare la dea Astarte convinti che sia Maria, senza sapere che Dio odia qualsiasi raffigurazione di tutto ciò che è sacro (statue, immagini, rappresentazioni visive in generale) non è, come si suol dire, un “innocuo sbaglio in buona fede” e privo di conseguenze.
Questo perché dietro ad ogni peccato si nasconde l’azione di Satana, che cerca in ogni modo di portarci dalla parte del torto.
Ma come fa Satana ad agire attraverso le statue e le immagini? Che cosa fa esattamente?
In realtà va detto che il suo compito principale, in questo caso, è solamente tendere la trappola; infatti l’uomo è portato per natura a voler tramutare in “visibile” ciò che per lui è importante – e nel caso di molti credenti, è naturale per loro sentire il “bisogno” di avere qualcosa di tangibile da pregare e adorare. Del resto l’usanza dell’uomo di voler raffigurare il proprio dio risale alle primissime civiltà, e la cosa, dopo migliaia di anni, è rimasta sostanzialmente invariata.
Posto quindi che l’uomo ci pensa già da solo a procurarsi e ad attaccarsi emotivamente a statue, immagini e oggetti che ricordano il suo dio di riferimento, come facciamo ad essere sicuri che dietro a tutto ciò ci sia proprio Satana?
Ancora una volta ci risponde la Bibbia, che in questo versetto prende come esempio le civiltà che erano solite sacrificare animali al cospetto dei loro idoli:
(1 Corinzi 10:14) Perciò, miei cari, fuggite l’idolatria. (…) Io dico che le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demoni e non a Dio; ora, io non voglio che abbiate comunione con i demoni. Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei demoni; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demoni. O vogliamo forse provocare il Signore a gelosia?
Il sacrificio degli animali, ovviamente, faceva parte del culto. E’ chiaro quindi che Dio non ci sta chiedendo (soltanto) di non partecipare al sacrificio degli animali sacrificati agli idoli, ma al culto stesso dedicato agli idoli. Perché questi animali non sono sacrificati a Dio, ma ai demoni che si celano al di là delle statue.
E il Signore afferma che non vuole che noi “abbiamo comunione con i demoni”.
E’ così assurdo pensare che qualcuno, oggi, possa avere “comunione con i demoni”, o più in generale, a che fare con loro?
Dopotutto Satana sa bene che l’uomo attaccato ai propri amati idoli è spesso un uomo emotivo; e la mancanza di un “riscontro” dall’altra parte rischia, dopo un po’, di portarlo ad annoiarsi e ad abbandonare quella vocazione, e perfino a comprendere di star perdendo tempo inutile dietro a una statua immobile e noiosa.
Non è un caso, infatti, che gli idolatri facciano continuo riferimento a segni e i prodigi che spuntano fuori “dal nulla” proprio attorno alle statue e alle immagini religiose. Profezie misteriose, segni inspiegabili, piccoli miracoli. Mai niente di eccessivo, ma abbastanza, comunque, per scioccare positivamente il religioso, che è ormai convinto di seguire la strada giusta.
E’ sicuramente vero che ci sono modi peggiori di avere a che fare con i demoni, attraverso lo spiritismo e la magia. Ma il versetto prima citato arriva a dirci che per avere comunione con loro è sufficiente semplicemente “partecipare” a un culto a loro dedicato.
E non possiamo nemmeno negare che molti dei prodigi “moderni” siano creati dall’uomo stesso che, dopotutto, da posti del genere ricava immense fortune… ma non sempre è così.
Perché chi ha letto la Bibbia sa che non solo Dio è capace di segni e prodigi, ma anche Satana, e che quest’ultimo li utilizza spesso per trascinare le persone lontane da Dio.
Ecco qualche versetto in proposito.
(2 Corinzi 11:14) Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce.
(Deuteronomio 13:1) Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti annuncia un segno o un prodigio, e il segno o il prodigio di cui ti avrà parlato si compie, ed egli ti dice “Andiamo dietro a dèi stranieri, che tu non hai mai conosciuto, e serviamoli”, tu non darai retta alle parole di quel profeta o di quel sognatore, perché il Signore, vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate il Signore, il vostro Dio, con tutto il vostro cuore e con tutta l’anima vostra.
(2 Tessalonicesi 2:9) Là venuta di quell’empio (l’anticristo) avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi (…)
(Matteo 24:24) (…) perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se possibile, anche gli eletti.
Fonte: http://lamoralista.it/2018/07/06/come-satana-si-serve-dellidolatria/

Le cadute degli idoli dei Cattolici Romani (Video)

"Ma costoro tutti insieme sono stupidi e insensati; non è che una dottrina di vanità e non v’é soffio vitale in loro. Sono vanità, lavoro d’inganno; nel giorno del castigo, periranno" (Geremia 10:8-15)


Nel giorno in cui Dio castigherà le nazioni per la loro malvagità periranno tutte le statue e tutte le immagini che gli uomini si sono fatti per adorarli. Che lo sappiano bene i Cattolici Romani: le statue e le immagini raffiguranti Cristo, Maria, i santi antichi od altri uomini che essi hanno innalzato, nel giorno del castigo periranno assieme a coloro che gli offrono il culto.

Cattolici Romani non illudetevi, perché quelle cose davanti alle quali vi prostrate e alle quali rivolgete un culto, sono IDOLI IN ABOMINIO A DIO. Ravvedetevi dunque, e convertitevi dagli idoli a Dio, e credete nel Vangelo, per ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna, altrimenti morirete nei vostri peccati andandovene nelle fiamme dell’inferno.

Un comandamento trasgredito anche dai Cattolici Romani


Dio ha dato questo comandamento: "Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti" (Esodo 20:4-6), che viene trasgredito da centinaia e centinaia di milioni di persone sparse per tutto il mondo. Tra coloro che lo trasgrediscono ci sono i Cattolici Romani, che quindi sono degli idolatri, e gli idolatri non erediteranno il Regno di Dio. 

Nessuno si illuda, la parte degli idolatri sarà "nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda" (Apocalisse 21:8), dove saranno tormentati per l’eternità. Agli idolatri dunque predichiamo che si ravvedano, si convertano dai loro idoli a Dio, e credano nel Vangelo (cfr. 1 Corinzi 15:1-11), altrimenti l’ira di Dio resterà sopra di essi e saranno condannati. (di G. Butindaro)

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La statua della Vergine Maria più alta della Statua della Libertà

Vittoria Traverso - Mar 14, 2018

«Questa statua imponente, realizzata completamente in calcestruzzo e dal peso di oltre mille tonnellate, è pochi centimetri più alta della Statua della Libertà, che misura 46 metri dalla base alla torcia, e qualche metro più alta della famosissima statua del Cristo Redentore (38 metri), situata sulla cima della collina del Corcovado a Rio de Janeiro (Brasile). La statua è stata costruita per ordine del Presidente venezuelano Luis Herrera Campins su un altopiano di oltre 1.400 metri chiamato Peña de la Virgen (Roccia della Vergine), dove si dice che la Madonna sia apparsa nel 1570.»

Fonte: https://it.aleteia/statua-vergine-maria-piu-alta-statua-della-liberta/

Il culto della Dea Madre, le origini pagane dell’Immacolata


Per comprendere le origini relative all’adorazione dell’Immacolata Concezione, o della Vergine Maria più in generale, bisogna fare un salto indietro nel tempo e capire come nasce e da dove proviene il culto della “Dea Madre”

La questione della “Dea Madre” è ben attestata nel mondo dell’ antico Mediterraneo, ed assume un nome diverso in ogni località: Ishtar per gli Accadi, Artemide-Diana ad Efeso, Afrodite-Venere a Cipro, Demetra ad Eleusi o Bellona a Roma. Ma l’esempio emblematico, e che ci permette di comprenderne le origini, è quello delladella “Dea Iside” di origine egiziana.
Iside alata Egiziana
Iside alata egizia
Gli egiziani erano profondi conoscitori delle stelle e la maggior parte delle loro credenze religiose provenivano proprio dal “culto degli astri”.L’adorazione della Dea Madreprobabilmente non è altro che l’evoluzione dell’adorazione della Costellazione della Vergine.
statua di Iside Capitolina
Iside Capitolina
Iside era la madre di Horus. Detta anche “Isis” era venerata fin dal IV millennio a.C come moglie e madre ideale e come signora della natura e della magia. Essa era simbolo della fertilità e della purezza. Suo figlioHorus, detto anche “Dio Sole”nasceva il 25 dicembre, era il figlio di Dio, veniva considerato un messia e nella sua vita terrena compiva molti miracoli. Con l’avvento della dinastia tolemaica (323 a.C.) il suo culto si diffuse in tutto il Mediterraneo e nel secondo secolo d.C. Roma divenne il centro della religione di Iside. I romani avevano attribuito alla Dea vari nomi, tra cui; raggio di sole, madre di Dio, colei che tutto cura, regina del cielo, madre divina, madre misericordiosa, grande vergine.
Il culto della divinità si sviluppò soprattutto in Campania, attraverso i grandi porti commerciali di Puteoli e Neapolis, grazie alla numerosa presenza di mercanti alessandrini. I contatti tra Campania ed Egitto sono molto antichi e risalgono già IX sec. a. C. Il poeta Licofrone di Alessandria d’Egitto conosceva infatti la Via Herculanea di Baia e la descrive in un suo scritto. Tracce del culto di Iside si possono trovare a Napolidove c’era una vera e propria comunità alessandrina che aveva il suo centro nella Regio Nilensis, tra Via Tribunali e Via San Biagio dei Librai, dove oggi si trova la famosa statua del Nilo, oppure a Pompei,dove è conservato un tempio dedicato alla Dea Iside, perfettamente integro nelle sculture e nell’apparato decorativo.
Tempio di Iside a Pompei
Tempio di Iside a Pompei
Il culto di Iside verrà praticato fino al 305 d.C. raggiungendo il suo apogeo con l’imperatore Diocelziano, per poi sparire definitivamente con l’editto diCostantino nel 312 d.C. E’ plausibile quindi suppore che vi sia un’affinità tra la vergine Iside e la concezione che noi oggi abbiamo della Vergine Maria, anche considerando che l’arte paleocristiana si è ispirata proprio all’iconografia della Dea alessandrina.  Infatti, proprio come la nostra vergine, Iside veniva rappresentata seduta mentre allattava Horus, iconografia molto simile a quella della Madonna Nera di origine paleocristiana, oppure in tunica ed con il capo ornato dal disco solare, rappresentazione che poi i cristiani riprenderanno proprio per l’iconografia dell’Immacolata Concezione.

Iside ed Immacolata Concezione
Statua di Iside e ritratto Immacolata Concezione

Iside con bambino e Madonna Bruna con bambino
Iside con bambino e Madonna con bambino


Ratzinger & Bergoglio: DUE IDOLATRI


Questi gesti che vedete fare a Bergoglio e a Ratzinger in queste foto sono i gesti che fanno gli idolatri, coloro che corrono dietro gli idoli muti e confidano in essi. Ciò è idolatria, e l'idolatria è condannata da Dio.

Nessuno si illuda, gli idolatri non erediteranno il Regno di Dio (1 Corinzi 6:9-10), e quindi neppure questi due uomini entreranno nel regno celeste del nostro Signore se non si ravvederanno e convertiranno dai loro idoli a Dio, e crederanno nel Vangelo di Cristo. 


Chi ha orecchi da udire, oda


http://giacintobutindaro.org/2015/09/12/due-idolatri/


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Ma i Cattolici dicono che non adorano le statue e le immagini ma le venerano,
anzi che neppure venerano le immagini materiali ma venerano chi esse rappresentano; ecco come si esprime il Perardi nel suo manuale: ‘Similmente veneriamo le immagini dei Santi; veneriamo e non adoriamo, e neppure non veneriamo l’immagine materiale in sé ma il Santo o la Madonna in essa rappresentati’ (ibid., pag. 287-288).

Ma questa cosiddetta venerazione resa al personaggio rappresentato dalla scultura o dal dipinto di cui essi parlano, non è altro che uno dei tanti sofismi di cui la curia romana si usa per ingannare sia i Cattolici romani che coloro che non lo sono, infatti così parlando (cioè usando la parola venerazione al posto di quella di adorazione) la curia romana riesce a camuffare l’idolatria e a farla passare semplicemente per un onore.

In effetti non è vero che la chiesa romana non venera le immagini materiali ma bensì le persone che esse rappresentano perché il loro secondo concilio di Nicea afferma quanto segue: ‘L’onore reso all’immagine, infatti, passa a colui che essa rappresenta; e chi adora l’immagine, adora la sostanza di chi in essa è riprodotto’ (Concilio di Nicea II; in Decisioni dei Concili Ecumenici, Torino 1978, pag. 204).

Anche Tommaso D’Aquino conferma ciò quando a proposito dell’immagine di Cristo afferma: ‘Noi invece onoriamo con culto di latria le immagini di Cristo che è vero Dio, non per le immagini stesse, ma per la realtà che raffigurano..’ (Tommaso d’Aquino, op. cit., III, q. 25).

Quindi, in realtà questa venerazione resa alle statue e alle immagini rappresentanti Cristo, Maria o qualche altra persona non è altro che una vera e propria adorazione resa alla statua e all’immagine non importa chi essa rappresenta.


Vediamo ora innanzi tutto cosa dice la Parola di Dio a riguardo delle statue e delle immagini della chiesa cattolica romana e del culto che gli viene reso da essa. Dio dice: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Es. 20:4-6). Questo é il secondo comandamento dato da Dio a Mosè sul monte Sinai. 


Perciò, secondo la Scrittura peccano sia coloro che le costruiscono queste statue e immagini e sia coloro che le servono. Che poi queste statue vengono servite dai Cattolici romani è una cosa manifesta che non può essere smentita perché essi accendono davanti ad esse delle candele, le puliscono con cura quando hanno bisogno di pulizia, le vestono di sfarzosi paramenti, le adornano di gioielli, le portano su dei piedistalli nelle loro periodiche processioni, e dedicano loro frutta, dolci, ed altre cose. Anche le immagini che essi hanno fatto sono da loro servite perché essi davanti ad esse recitano le loro preghiere, si fanno il segno della croce, si prostrano, accendono i loro ceri, mettono i loro fiori. 

Oltre a tutto ciò, come detto sopra, dinanzi ad esse i Cattolici romani si prostrano con somma riverenza e le adorano e le pregano. Quindi questo loro servizio reso alle statue e alle immagini è contrario alla Parola di Dio. Ora, abbiamo visto prima come i Cattolici romani cercano di difendere il loro culto alle statue e alle immagini, ma come si difendono i Cattolici dall’accusa di rendere a Maria e ai santi, tramite il sussidio delle loro statue e immagini, il culto dovuto solo a Dio? In questo caso fanno ricorso ad un altro sofisma; essi dicono che a loro non gli rendono il culto di latria che deve essere reso solo a Dio, ma un culto inferiore; a Maria il culto di iperdulia (servizio superiore) e ai santi quello di dulia (servizio). 

Ma noi replichiamo: Ma dove mai nella Scrittura si parla di un culto da rivolgere a Maria, un altro ai santi morti e uno a Dio? Ma quando mai nella Scrittura è detto che i defunti siano degni di un qualche tipo di culto? Il culto va reso solo a Dio, il Vivente, e difatti Gesù affermò: “Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto” (Matt. 4:10), e questo culto gli va reso in ispirito e verità, perché Gesù disse alla donna samaritana: “Ma l’ora viene, anzi é già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. Iddio é spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in ispirito e verità” (Giov. 4:23,24); quindi, siccome che noi dobbiamo adorare Dio solo che è l’Onnipotente, l’Onnisciente e l’Onnipresente, e che lui richiede da noi di adorarlo in ispirito e verità appunto perché Egli è spirito, noi non abbiamo bisogno di nessuna immagine, ma dico proprio nessuna, per adorarlo. E il culto rivolto a Maria e ai santi veramente santi e a quelli fatti santi dagli uomini? Esso è in abominio a Dio, quantunque venga fatto passare per un tipo di culto inferiore.

Facciamo notare anche che i teologi papisti dicendo che ai santi e alle loro immagini rendono un culto di dulia, e a Maria e alle sue immagini rendono un culto di iperdulia o extradulia si condannano da loro stessi perché la parola dulia è una parola greca che significa ‘servizio’ e il secondo comandamento dice espressamente a proposito delle sculture e delle immagini: “Non servir loro” (Es. 20:5); notate quindi che alle statue e alle immagini non va reso nessun servizio, né superiore né inferiore. 

[...]
Per questo la Chiesa primitiva non aveva né immagini e neppure statue. Ma col passare del tempo degli uomini corrotti introdussero il culto delle immagini. Da quello che dice Ireneo il culto delle immagini fu introdotto nella Chiesa dagli Gnostici infatti egli dice: ‘Si denominano gnostici ed hanno alcune immagini dipinte, altre fabbricate anche con altro materiale, dicendo che sono l’immagine di Cristo fatta da Pilato nel tempo in cui Gesù era con gli uomini. E le incoronano e le espongono con le immagini dei filosofi del mondo, cioè con l’immagine di Pitagora, di Platone, di Aristotele e degli altri, e riservano ad esse tutti gli altri onori, proprio come i pagani’ (Ireneo, Contro le Eresie, Lib. I, cap. 25,6). Ecco i padri del culto alle immagini che la chiesa cattolica tanto ama e tanto difende definendolo tradizione apostolica!





Il culto del 'sacro cuore di Gesù' è idolatria


Il culto del sacro cuore di Gesù.
L’origine di questa devozione al cuore di Gesù è strettamente collegata alle visioni che ebbe una certa Margherita Maria Alacoque (1647-1690) perché esse servirono ai Gesuiti come appoggio per divulgare questo culto al cuore di Gesù. Questa giovane raccontò che le era apparso Gesù Cristo sopra l’altare, che egli s’era aperto il petto e le aveva mostrato il cuore tra le fiamme, circondato da una corona di spine, squarciato da una ferita e con sopra una piccola croce; insomma quel cuore che oggi è riprodotto in milioni di immagini e su milioni di medaglie.

Cattolici Romani, fuggite l'idolatria e le menzogne del papismo


Fuggite l'idolatria (1 Corinzi 10:14)
Si tratta di idolatria, non solo adorare un falso dio, ma anche adorare il vero Dio in modo falso. Vediamo la bontà di Dio nella nostra nazione, liberandoci dal papismo che è idolatria romana. Egli ci ha portato fuori dall'Egitto mistico, irrompendo gloriosamente la luce della Sua verità in mezzo a noi.
 

Nel passato l'Inghilterra era invasa dall'idolatria, ascoltavamo le Scritture in lingua sconosciuta, abbiamo udito del purgatorio, le indulgenze, le messe idolatre, le preghiere rivolte ai santi e agli angeli, e adorato le immagini di culto. Questa è la religione papista, un'insieme di cerimonie ridicole. Le loro candele, fiori, rosari di perline, olio, crocifissi... sono la politica di Satana, per vestire un culto carnale, montato da menti carnali. Oh! ringraziato e benedetto il nostro Dio per averci liberato dal papismo!

E' stata per me una grazia scampare dall'invasione spagnola, ma maggiore grazia e misericordia mi è stata concessa da Dio per avermi liberato dalla menzogna papista.

"Efraim potrà dire: 'Che cosa io ho più da fare con gl'idoli?'... " (Osea 14:8)


Tratto da: “The Ten Commandments",Thomas Watson (1620 -1686)

Cattolici Romani, convertitevi dagli idoli all’Iddio vivente e vero


O uomini e donne, che vi siete fatti immagini e sculture di ogni genere, e che vi prostrate dinnanzi a tali cose supplicandole di aiutarvi, di tirarvi fuori dalle distrette in cui vi trovate, e nelle quali riponete la vostra fiducia per la vostra salvezza, io vi predico che da queste cose vane vi convertiate all’Iddio vivente e vero che ha fatto il cielo e la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi, per servirlo e per aspettare dai cieli il suo Figliuolo.

“Non ti farai idolo né immagine alcuna” - L'idolatria nella Chiesa cattolica Romana


La Chiesa Cattolica Romana, nel suo Catechismo, giustifica e promuove sia la produzione che la venerazione delle immagini, attraverso articolate elaborazioni volte a giustificarne la legittimità.
E’ questa pratica in sintonia con la Parola di Dio oppure no? E quali sono le conseguenze per coloro che, seppure in buona fede, rendono onore a immagini “sacre”?
Analizzeremo qui la Parte Terza, sez. Seconda, capitolo primo, articolo 1.IV, del Catechismo, attraverso un confronto con le Sacre Scritture, dove viene trattato il Comandamento impartito da Dio per ben sei volte in: Esodo 4:4, Levitico 26:1, Deuteronomio 4:16, 4:23, 5:8, 27:15:

Un idolatra è un fratello di Gesù?


Un idolatra è un fratello di Gesù? No, non lo è, perché per essere fratelli e sorelle di Gesù bisogna fare la volontà di Dio, secondo che è scritto: “Ma egli [Gesù], rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli? E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (Matteo 12:48-50).

Il culto a Maria è idolatria



I Cattolici Romani, che si definiscono Cristiani, hanno trasformato Maria, la madre di Gesù – una nostra sorella che dopo avere finito la corsa fu salvata dal Signore nel Suo regno celeste dove si sta riposando dalle sue fatiche – in «Corredentrice», «Mediatrice», «Rifugio dei peccatori», «Regina del cielo», «Nostra Signora», per citare solo una parte dei numerosi titoli attribuitigli,

L’invocazione dei santi è dal diavolo


La Chiesa Cattolica Romana insegna che i Cristiani si devono rivolgere in preghiera ai santi che sono in cielo (nella lista dei santi stilata dalla Chiesa papista però ce ne sono tanti che non sono in cielo perché erano dei peccatori che poi sono stati canonizzati santi dai papi) perché essi intercedono per loro presso Dio, infatti il concilio di Trento ha decretato quanto segue:

Cattolici romani, i cherubini d’oro ed il serpente di rame non furono costruiti per essere serviti


Quando si parla contro le statue e le immagini con i Cattolici romani non é difficile sentirsi rispondere da alcuni di loro: ‘Ma anche Mosè fece costruire due cherubini d’oro sull’arca del patto; anche Mosè fece un serpente di rame e lo mise su un’antenna affinché coloro che venivano morsi dai serpenti lo guardassero e scampassero alla morte!’. (Queste sono parole che i preti mettono in bocca ai loro fedeli).
Cosa dobbiamo dire dunque a queste persone per fargli capire che i cherubini d’oro e il serpente di rame non possono essere paragonati alle loro statue e immagini? 

Cattolici romani, fuggite l'idolatria!



“Allora Iddio pronunziò tutte queste parole, dicendo:  “Io sono l´Eterno, l´Iddio tuo, che ti ho tratto dal paese d´Egitto, dalla casa di servitù. 
Non avere altri dii nel mio cospetto.
Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne´ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l´Eterno, l´Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l´iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m´amano e osservano i miei comandamenti.” (Esodo 20:1,6)

Quando le immagini e le reliquie furono messe sullo stesso piano del Vangelo



Per comprendere come si è introdotta nel cristianesimo questa tendenza alla rappresentazione della divinità è necessario fare storia e risalire ai primi secoli del cristianesimo quando la questione divenne una drammatica disputa teologica, tra quelli che abolivano il culto alle immagini religiose e quelli che invece lo sostenevano.

Per cui i primi vennero chiamati iconoclasti e gli altri iconolatri.

Le cadute degli idoli dei cattolici romani

"Non hanno intelletto quelli che portano il loro idolo di legno e pregano un dio che non può salvare." (Isaia 45:20)


STATUA CADE PRIMA DELLA PROCESSIONE

Maria viene adorata dai cattolici romani?



Siccome anche molti tra i cattolici romani, ormai, riconoscono che il CULTO va reso solo a Dio, secondo quanto Gesù ha detto a Satana: "Luca 4:8 – E Gesù, rispondendo, gli disse: Sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e a LUI SOLO rendi il tuo culto.", è doveroso riflettere e trovare una risposta alla domanda, se i cattolici romani rendono oppure no UN CULTO A MARIA, contravvenendo a quanto ordinato nella Bibbia da Dio.

A mio parere la risposto è proprio di sì, prima di tutto perché pregano Maria, e questo rivolgersi in preghiera a qualcuno che è diverso da Dio è assolutamente da ritenere una pratica IDOLATRICA.

I SANTI E LE LORO IMMAGINI


Chi sono i santi?
Il concetto che la Chiesa cattolica romana e le Chiese greche ortodosse hanno di essi è
 lo stesso di quello che aveva la Chiesa di Gesù Cristo del periodo apostolico? Per tali chiese sono sante quelle persone che vissero la loro esistenza terrena, per grazia di Dio, in una perfezione di vita e che ora sono in una condizione di beatitudine, nel Paradiso. In quel regno della gloria essi ascolterebbero le suppliche, le preghiere dei poveri mortali quaggiù, intercedendo per loro e compiendo anche potenti miracoli.

IL CULTO DELLE STATUE È PECCATO


Rendere il culto alle statue (non importa cosa e chi rappresentano) è PECCATO perchè è scritto: 


“Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla
terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6).

Coloro che offrono questo culto sono idolatri e non erediteranno il Regno di Dio perchè la loro parte è nello stagno ardente di fuoco e di zolfo.

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