I morti non ci vedono e neppure ci ascoltano perché è scritto che essi “non sanno nulla*” (Eccl. 9:5). Sia dunque che essi si trovino in Paradiso o nell’Ades, essi non sanno nulla di noi.
A conferma di ciò c’è il fatto che gli Israeliti ai giorni di Isaia dicevano a Dio: “Abrahamo non sa chi siamo, e Israele non ci riconosce” (Is. 63:16), e il fatto che nel libro di Giobbe a proposito dell’empio che viene fatto morire da Dio è detto: “Tu lo sopraffai una volta per sempre, ed egli se ne va; gli muti il sembiante, e lo mandi via. Se i suoi figliuoli salgono in onore, egli lo ignora; se vengono in dispregio, ei non lo vede” (Giob. 14:21-22).

