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Cattolici romani i morti non ci vedono e neppure ci ascoltano


I morti non ci vedono e neppure ci ascoltano perché è scritto che essi “
non sanno nulla*” (Eccl. 9:5). Sia dunque che essi si trovino in Paradiso o nell’Ades, essi non sanno nulla di noi.
A conferma di ciò c’è il fatto che gli Israeliti ai giorni di Isaia dicevano a Dio: “Abrahamo non sa chi siamo, e Israele non ci riconosce” (Is. 63:16), e il fatto che nel libro di Giobbe a proposito dell’empio che viene fatto morire da Dio è detto: “Tu lo sopraffai una volta per sempre, ed egli se ne va; gli muti il sembiante, e lo mandi via. Se i suoi figliuoli salgono in onore, egli lo ignora; se vengono in dispregio, ei non lo vede” (Giob. 14:21-22).

LE PREGHIERE PER I MORTI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti

Pregando per le anime in purgatorio si alleviano le loro pene.

I teologi papisti affermano che pregando per coloro che sono morti, si possano lenire le pene delle anime meritevoli di salvezza che sono nel purgatorio, e si possa pure abbreviare il tempo che ci devono rimanere!

Questa dottrina, come potete vedere, é strettamente legata al purgatorio. Essa è stata fabbricata con delle parole attinte dal libro dei Maccabei (uno dei libri apocrifi non ispirati da Dio) che dicono che un certo Giuda Maccabeo assieme ad altri supplica­rono Dio di perdonare i peccati di alcuni soldati Giudei caduti in battaglia,[Cfr. 2 Maccabei 12:41,42] e che questo Giuda fece raccogliere del denaro che mandò a Gerusalemme per fare offrire un sacrificio espiatorio per il peccato di quei morti.

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