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La sconcertante testimonianza di un ex prete sul suffragio


[Le parole di Chiniquy fanno chiaramente capire che questa diabolica dottrina del purgatorio e del suffragio ha portato molti preti a divorare persino le case delle povere vedove. E che cosa ci si poteva aspettare di buono da essa?]

Ai Cattolici romani viene detto che con le preghiere, le elemosine, le indulgenze, le opere buone e soprattutto con la messa essi concorrono a pagare i debiti che le anime dei defunti devono espiare in
purgatorio. Il frutto di queste opere, applicato alle anime del purgatorio, prende il nome di suffragio, perché suffraga, cioè allieva le pene delle anime del Purgatorio e ne affretta la liberazione’.

Il suffragio è un impostura papale che serve solo a fare arricchire la curia romana


La Scrittura, negando il purgatorio, nega pure ogni suffragio in favore di coloro che i teologi papisti dicono essere là ad espiare i loro debiti, quindi questo suffragio va rigettato essendo un’impostura legata ad un altra impostura (vale a dire il purgatorio).

Ma ammettiamo pure per un momento che il purgatorio papista esista; non hanno mai letto i teologi papisti che “
ciascuno porterà il suo proprio carico” (Gal 6:5) e che nessuno “può in alcun modo redimere il fratello, né dare a Dio il prezzo del riscatto d’esso” (Sal. 49:7)?

IL PURGATORIO - La dottrina papista a confronto con la Bibbia


La chiesa cattolica insegna che, dopo la morte, alcune persone vanno in un luogo chiamato purgatorio, affinché siano ulteriormente "purificate" prima di andare in cielo.

Questa dottrina fondamentale viene da Dio, oppure è un'altra tradizione inventata dagli uomini? La risposta la troviamo proprio in un verso del catechismo cattolico:
"La Chiesa [Cattolica] ha formulato la propria dottrina di fede sul Purgatorio in modo particolare ai Concili di Firenze e di Trento" (catechismo cattolico, pagg. 268-269, #1031).
Non è irragionevole chiedersi da dove un gruppo di uomini abbia preso simili informazioni sulla vita dopo la morte per poter formulare una tale dottrina.

Amici Cattolici, se state pregando per i vostri amati defunti, credendo che essi siano in purgatorio, sappiate che non è stato Dio a dire che essi sono in purgatorio, ma un gruppo di leader religiosi:

IL PURGATORIO - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti >
Il purgatorio è un luogo di tormento dove vanno coloro che muoiono in grazia, a espiare la pena dovuta per i loro peccati. La chiesa viene in aiuto alle anime che sono in esso con il suffragio, affinché le loro pene siano alleviate e siano liberate dal purgatorio. La messa offerta sull’altare privilegiato ha il potere di fare uscire subito l’anima dal purgatorio. La ragione ci fa sentire la necessità di un purgatorio; chi può essere così santo e puro all’atto della morte da poter andare subito in paradiso? L’Enciclopedia Cattolica definisce il purgatorio così:

LA TESTIMONIANZA DI UN EX PRETE SUL SUFFRAGIO


Pastor Chiniquy, Fifty years in the Church of Rome, (Cinquant’anni nella Chiesa di Roma) London 1908, pag. 39-42 

Per farvi capire a che punto sono arrivati taluni preti di questa chiesa chiamata falsamente cristiana pur di fare pagare le messe ai loro parrocchiani voglio ora trascrivere l’eloquente testimonianza di un nostro fratello di nome Chiniquy morto un secolo fa circa, che prima di convertirsi era stato per lunghi anni sacerdote della chiesa cattolica romana. 

LE PREGHIERE PER I MORTI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti

Pregando per le anime in purgatorio si alleviano le loro pene.

I teologi papisti affermano che pregando per coloro che sono morti, si possano lenire le pene delle anime meritevoli di salvezza che sono nel purgatorio, e si possa pure abbreviare il tempo che ci devono rimanere!

Questa dottrina, come potete vedere, é strettamente legata al purgatorio. Essa è stata fabbricata con delle parole attinte dal libro dei Maccabei (uno dei libri apocrifi non ispirati da Dio) che dicono che un certo Giuda Maccabeo assieme ad altri supplica­rono Dio di perdonare i peccati di alcuni soldati Giudei caduti in battaglia,[Cfr. 2 Maccabei 12:41,42] e che questo Giuda fece raccogliere del denaro che mandò a Gerusalemme per fare offrire un sacrificio espiatorio per il peccato di quei morti.

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