‘OSSERVERAI IL DIGIUNO PRESCRITTO E PARIMENTI L'ASTINENZA’
Quinto precetto: ‘OSSERVERAI IL DIGIUNO PRESCRITTO E PARIMENTI L'ASTINENZA’, [Ibid., pag. 506] il che nella pratica significa che non si deve mangiare carne nel venerdì e negli altri giorni proibiti e si deve digiunare nei giorni prescritti’.
Con quest’altro precetto viene imposto ai Cattolici di non mangiare carne in giorno di venerdì (in memoria della passione di Gesù Cristo e perché con questa mortificazione pensano di partecipare alle sofferenze di Cristo), e in questi giorni di digiuno: nei sabati della Quaresima, nel mercoledì delle Ceneri, nel mercoledì e sabato delle quattro tempora, nelle vigilie di Natale, Pentecoste, Assunta e Tutti i Santi. Per quanto riguarda il digiunare nei giorni prescritti bisogna dire che il digiuno consiste in questo;
1) astenersi da determinati cibi come dalle carni nei giorni sopra menzionati e dalle uova e dai latticini nella seconda refezione;
2) astenersi da altri pasti oltre il pranzo; cioè di fare un solo vero pasto o a mezzogiorno o alla sera con il consenso di fare un’altra refezione leggera alla sera o a mezzogiorno (secondo che il vero pasto si fa a mezzogiorno o alla sera) nella quale sono proibite le uova e i latticini.
Tra i motivi per cui viene imposto questo precetto c’é quello della penitenza dei peccati infatti il catechismo dice: ‘Col digiuno e colla astinenza che la Chiesa c’impone facciamo penitenza in espiazione dei nostri peccati’.
[Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 355]
>>> MA CHE DICE LA PAROLA DI DIO? La Parola ci insegna queste cose.
> Dio vuole che noi digiuniamo perché Gesù ha detto: “E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto é il premio che ne hanno. Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa”, [Matt. 6:16-18] ma il vero digiuno non è da intendersi come un’astensione dalla sola carne o qualche altro cibo ma come un’astensione sia da ogni vivanda che da ogni bevanda perché di Gesù, quando digiunò per quaranta giorni, è scritto che “durante quei giorni non mangiò nulla”; [Luca 4:2] di Paolo è detto che in quei tre giorni “non mangiò né bevve”, [Atti 9:9] e di Mosè, quando salì sul monte Sinai, è scritto: “E Mosè rimase quivi con l’Eterno quaranta giorni e quaranta notti; non mangiò pane e non bevve acqua”. [Es. 34:28]
Certo, uno è libero di astenersi dal mangiare qualche cosa di particolare durante un certo periodo di tempo, o di astenersi solo dal mangiare e non dal bere, questo non è che noi lo neghiamo però rimane il fatto che il digiuno completo è quello qui sopra descritto.
> Il Signore non ha imposto di non mangiare carne il venerdì in memoria della sua morte ma ha ordinato di celebrare la santa cena con il pane ed il vino per ricordarla ed annunziarla perché Gesù sia quando diede il pane che quando diede il calice da bere ai suoi discepoli disse loro: “Fate questo in memoria di me”, [1 Cor. 11:24,25] e perché Paolo dice ai Corinzi: “Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch’egli venga”. [1 Cor. 11:26]
> Coloro che ordinano ad altri di non mangiare un certo cibo in particolari giorni non parlano da parte di Dio perché Paolo ha detto che “il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo”. [Rom. 14:17] Il mangiare carne non contamina il giusto né in giorno di venerdì e né in altro giorno.
> Il digiuno come lo intende la Scrittura non lo si fa per espiare i propri peccati perché in se stesso il digiuno non ha il potere di espiare alcun peccato, ma lo si fa per umiliarsi davanti a Dio e per fare udire la propria voce in alto. Certo, il digiuno è un’opera buona e mediante di esso si mortificano gli atti del corpo perché quando si digiuna ci si sente più forti spiritualmente e si sentono molto meno forti certe passioni della carne, ma rimane il fatto che non è mediante di esso che si espiano i propri peccati. Gesù Cristo “è la propiziazione per i nostri peccati”, [1 Giov. 2:2] come dice Giovanni, e non il digiuno o qualche altra cosiddetta opera di penitenza.
Questi qua sopra citati sono dei precetti che la chiesa romana ha stabilito per i suoi seguaci, precetti d’uomini che ci fanno ricordare le parole che Dio disse al popolo mediante Isaia: “La parola dell’Eterno è stata per loro precetto dopo precetto, precetto dopo precetto regola dopo regola, regola dopo regola…”. [Is. 28:13]
Questa è la Parola di Dio per i Cattolici, un insieme di regole stabilite dall’uomo ed il timore che hanno di Dio non è altro che un’insieme di comandamenti imparati dagli uomini. E tutto questo perché viene inculcato loro sin da quando sono piccoli fanciulli ad osservare tutti questi precetti per piacere a Dio e per non disubbidirgli.
Pubblicato da: BIBBIA ED ERESIE CATTOLICHE A CONFRONTO
LA PASQUA - Il vero significato
LA PASQUA
(a cura del past. Filippo Chinnici)
Il termine pasqua, è una traslitterazione dell'antica parola ebraica "pèsach", che significa "passare oltre, passaggio" (Esodo 12:13,23).
La Pasqua veniva chiamata dagli ebrei anche "festa degli azzimi" (Esodo 23:15). La Pasqua ebraica fu istituita in Egitto per commemorare l'avvenimento fondamentale della liberazione degli israeliti (Esodo 12:1,14,42; 23:14-17). Per Israele fu "Un nuovo inizio" (Esodo 12:2), l'inizio della sua nascita, allorché come nazione, dopo 430 anni, fu spinto fuori dal grembo egiziano di schiavitù, per seguire il sentiero che Dio aveva loro assegnato.
La festa cominciava il 14 del mese Nisan (Marzo-Aprile) e si prolungava per sette giorni (Esodo 12:14-20). Già il decimo giorno di quel mese, però, essi dovevano scegliere un agnello dal gregge, senza macchia, e dovevano tenerlo fino alla sera del quattordicesimo giorno. Quindi, dovevano mangiarlo, e il suo sangue doveva essere sparso sopra l'architrave e sopra i due stipiti di ogni porta di tutte le loro case. Questo doveva essere il segno della loro salvezza in vista del giudizio di Dio che in quella notte sarebbe passato per l'Egitto. La promessa che Dio fece loro fu: "Quando vedrò il sangue passerò oltre" (Esodo 12:13).
In seguito gli israeliti aggiunsero a questa festa diverse tradizioni.
IL SIGNIFICATO DELLA PASQUA
Anche Gesù Cristo sottostava alle ricorrenze ebraiche, ma con la Sua opera di salvezza (morte e risurrezione), Lui ne adempie pienamente i significati profetici (Mat. 5:17,18; Gal. 4:1-11; Col. 1:16,17). Ecco perché l'apostolo Paolo dice espressamente che il Signore Gesù Cristo è la nostra pasqua immolata per noi (1 Cor. 5:7,8). Gesù Cristo è l'Agnello senza difetto (Giov. 1:29; 1 Piet. 1:17-21; Apoc. 5:6,12) che bisogna "mangiare" per la nostra salvezza (Giov. 6:51-63), e in cui bisogna "dimorare" (Giov. 15:4; 1 Giov. 2:27,28).
Tutto ciò i primi cristiani lo esprimevano visibilmente nella Cena del Signore che commemora, annuncia, e anticipa il sacrificio di Gesù (1 Cor. 11:23-26).
GLI USI DELLA PASQUA
Quindi, la festività di Pasqua, come essa è intesa oggi, è assolutamente estranea al Nuovo Testamento. Un'autorevole enciclopedia afferma che: "Non c'è nessuna indicazione nel Nuovo Testamento o negli scritti dei Padri apostolici che fosse osservata la festa di Pasqua. La santità di tempi speciali fu un'idea assente nella mente dei primi cristiani" (1).
Di conseguenza molti riti pasquali sono estranei al ricordo della vera Pasqua, come ad esempio il famoso uovo di cioccolata. Ora, le uova erano considerate simbolo di fertilità e di vita. I persiani le regalavano nell'equinozio di primavera. Anche gli egiziani, i greci e i romani le coloravano e ne mangiavano nelle festività del periodo primaverile. Persino studiosi cattolici lo confermano: "Un gran numero di usanze pagane per celebrare il ritorno della primavera gravitarono sulla Pasqua. L'uovo è il simbolo della vita che germina all'inizio della primavera... Il coniglio è un simbolo pagano ed è sempre stato simbolo di fertilità" (2). Ecco che l'idea delle uova pasquali portate dal coniglio (simbolo scelto nel Nord America) si dimostra essere completamente pagana.
CONCLUSIONE
Da questi accenni si deduce che spesso la celebrazione della Pasqua ha poco a che fare con il ricordo della morte e risurrezione di cui si è detto. Spesso la cristianità professante, quella che ha solo il nome ma non la sostanza del cristianesimo, mischia usi pagani ad insegnamenti cristiani. Per cui alla domanda posta, rispondiamo che oggi la Pasqua non è una festività cristiana, nè una ricorrenza o una liturgia, anzi, piuttosto, alla luce del Nuovo Testamento la Pasqua è la Persona stessa di Cristo Gesù (1 Cor.5:7,8).
Ogni giorno avendo Lui e seguendo Lui è continuamente Pasqua. Egli è l'Agnello di Dio, immolato una volta, ma ora vivente e vittorioso per sempre, per cui, per mezzo dello Spirito Santo, possiamo dire con gran voce: "A Colui che siede sul trono e all'Agnello siano la benedizione e l'onore e la gloria e l'imperio, nei secoli dei secoli" (Apoc.5:13).
Note:
(1) Enciclopedia Britannica, 1910, ediz. ingl., vol. III, pag. 828
(2) Enciclopedia Cattolica, 1913, ediz. ingl., vol. V, pag. 227
La Pasqua veniva chiamata dagli ebrei anche "festa degli azzimi" (Esodo 23:15). La Pasqua ebraica fu istituita in Egitto per commemorare l'avvenimento fondamentale della liberazione degli israeliti (Esodo 12:1,14,42; 23:14-17). Per Israele fu "Un nuovo inizio" (Esodo 12:2), l'inizio della sua nascita, allorché come nazione, dopo 430 anni, fu spinto fuori dal grembo egiziano di schiavitù, per seguire il sentiero che Dio aveva loro assegnato.
La festa cominciava il 14 del mese Nisan (Marzo-Aprile) e si prolungava per sette giorni (Esodo 12:14-20). Già il decimo giorno di quel mese, però, essi dovevano scegliere un agnello dal gregge, senza macchia, e dovevano tenerlo fino alla sera del quattordicesimo giorno. Quindi, dovevano mangiarlo, e il suo sangue doveva essere sparso sopra l'architrave e sopra i due stipiti di ogni porta di tutte le loro case. Questo doveva essere il segno della loro salvezza in vista del giudizio di Dio che in quella notte sarebbe passato per l'Egitto. La promessa che Dio fece loro fu: "Quando vedrò il sangue passerò oltre" (Esodo 12:13).
In seguito gli israeliti aggiunsero a questa festa diverse tradizioni.
IL SIGNIFICATO DELLA PASQUA
Anche Gesù Cristo sottostava alle ricorrenze ebraiche, ma con la Sua opera di salvezza (morte e risurrezione), Lui ne adempie pienamente i significati profetici (Mat. 5:17,18; Gal. 4:1-11; Col. 1:16,17). Ecco perché l'apostolo Paolo dice espressamente che il Signore Gesù Cristo è la nostra pasqua immolata per noi (1 Cor. 5:7,8). Gesù Cristo è l'Agnello senza difetto (Giov. 1:29; 1 Piet. 1:17-21; Apoc. 5:6,12) che bisogna "mangiare" per la nostra salvezza (Giov. 6:51-63), e in cui bisogna "dimorare" (Giov. 15:4; 1 Giov. 2:27,28).
Tutto ciò i primi cristiani lo esprimevano visibilmente nella Cena del Signore che commemora, annuncia, e anticipa il sacrificio di Gesù (1 Cor. 11:23-26).
GLI USI DELLA PASQUA
Quindi, la festività di Pasqua, come essa è intesa oggi, è assolutamente estranea al Nuovo Testamento. Un'autorevole enciclopedia afferma che: "Non c'è nessuna indicazione nel Nuovo Testamento o negli scritti dei Padri apostolici che fosse osservata la festa di Pasqua. La santità di tempi speciali fu un'idea assente nella mente dei primi cristiani" (1).
Di conseguenza molti riti pasquali sono estranei al ricordo della vera Pasqua, come ad esempio il famoso uovo di cioccolata. Ora, le uova erano considerate simbolo di fertilità e di vita. I persiani le regalavano nell'equinozio di primavera. Anche gli egiziani, i greci e i romani le coloravano e ne mangiavano nelle festività del periodo primaverile. Persino studiosi cattolici lo confermano: "Un gran numero di usanze pagane per celebrare il ritorno della primavera gravitarono sulla Pasqua. L'uovo è il simbolo della vita che germina all'inizio della primavera... Il coniglio è un simbolo pagano ed è sempre stato simbolo di fertilità" (2). Ecco che l'idea delle uova pasquali portate dal coniglio (simbolo scelto nel Nord America) si dimostra essere completamente pagana.
CONCLUSIONE
Da questi accenni si deduce che spesso la celebrazione della Pasqua ha poco a che fare con il ricordo della morte e risurrezione di cui si è detto. Spesso la cristianità professante, quella che ha solo il nome ma non la sostanza del cristianesimo, mischia usi pagani ad insegnamenti cristiani. Per cui alla domanda posta, rispondiamo che oggi la Pasqua non è una festività cristiana, nè una ricorrenza o una liturgia, anzi, piuttosto, alla luce del Nuovo Testamento la Pasqua è la Persona stessa di Cristo Gesù (1 Cor.5:7,8).
Ogni giorno avendo Lui e seguendo Lui è continuamente Pasqua. Egli è l'Agnello di Dio, immolato una volta, ma ora vivente e vittorioso per sempre, per cui, per mezzo dello Spirito Santo, possiamo dire con gran voce: "A Colui che siede sul trono e all'Agnello siano la benedizione e l'onore e la gloria e l'imperio, nei secoli dei secoli" (Apoc.5:13).
Note:
(1) Enciclopedia Britannica, 1910, ediz. ingl., vol. III, pag. 828
(2) Enciclopedia Cattolica, 1913, ediz. ingl., vol. V, pag. 227
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Tabella di comparazione tra Cattolici Romani e Cristiani Evangelici
Autorità
- Scrittura, tradizioni orali, magistero papale. Cattolici Romani
- Sola Scrittura. Cristiani Evangelici
Bibbia
- Include i sette libri apocrifi assenti nella Bibbia ebraica. Cattolici Romani
- Esclude i sette libri apocrifi assenti nella Bibbia ebraica. Cristiani Evangelici
Conseguenze della caduta
- Corruzione e tendenza a peccare, l'uomo è soltanto "ferito" spiritualmente a causa del peccato. Cattolici Romani
- Totale depravazione e colpa dell'uomo davanti a Dio, l'uomo è morto spiritualmente a causa del peccato. Cristiani Evangelici
Libero arbitrio
- Libertà di fare il bene o il male. Cattolici Romani
- Libertà di fare solo ciò che è male davanti a Dio, senza la sua grazia efficace. Cristiani Evangelici
Predestinazione
- Relativa alla preconoscenza di Dio dei meriti. Cattolici Romani
- Relativa ai decreti di Dio sulla imputazione della fede. Cristiani Evangelici
Espiazione
- La morte di Cristo crea il merito che è condiviso col peccatore attraverso i sacramenti. Cattolici Romani
- La morte di Cristo crea il sacrificio sostitutivo che soddisfa la giustizia di Dio.Cristiani Evangelici
Grazia di Dio
- La grazia preveniente aiuta a credere, la grazia efficace coopera con la volontà umana a fare il bene. Cattolici Romani
- La grazia comune rende gli uomini capaci di comportamenti etici, essa è data a tutti, la grazia efficace per la salvezza è data solo a coloro che amano Dio e lo cercano con tutto il cuore sino a che nascono di nuovo mediante la fede.Cristiani Evangelici
Buone opere
- Sono meritorie e causa della salvezza che il credente "spera" di ottenere in cielo.Cattolici Romani
- Sono senza merito e semplice conseguenza della salvezza che il credente è già certo di possedere sulla terra. Cristiani Evangelici
Salvezza
- Si riceve con il battesimo, può essere persa per peccato mortale e riottenuta tramite la confessione, coloro che non hanno mai sentito parlare di Cristo possono essere salvati.Coloro che hanno sentito predicare la verità del Vangelo e la respingono sino alla morte, possono essere salvati lo stesso. Cattolici Romani
- Si riceve mediante la sola fede nella grazia di Dio, è incondizionale, coloro che non hanno mai sentito parlare di Cristo possono essere salvati se hanno cercato Dio sinceramente. Coloro che hanno sentito predicare la verità del Vangelo e la respingono sino alla morte, non possono essere salvati. Cristiani Evangelici
La Chiesa
- La chiesa cattolica è il posto dove l'umanità può riscoprire la sua unità e salvezza, ma coloro che sono battezzati nelle altre denominazioni cristiane, sono in comunione con la chiesa. Cattolici Romani
- C'è una distinzione tra la Chiesa visibile e quella invisibile. Dio salva chiunque lo cerca sinceramente concedendogli la nuova nascita. Chiunque sia nato di nuovo è un figlio di Dio salvato, indipendentemente dalla denominazione che frequenta, o anche se non frequenta alcuna denominazione. Cristiani Evangelici
Sacramenti
- Trasmettono la grazia di Dio per il fatto stesso di essere celebrati. Realizzano ciò che rappresentano. Cattolici Romani
- Trasmettono la grazia soltanto se ricevuti con fede. Rappresentano ciò che è già realizzato. Cristiani Evangelici
Sacerdozio
- Sacerdozio solo dei ministri. I preti celebrano il sacrificio della messa, è loro vietato di sposarsi. Cattolici Romani
- Sacerdozio di tutti i credenti. I pastori non sono sacerdoti che celebrano sacrifici, ma ministri della Parola, possono sposarsi. Cristiani Evangelici
Cena del Signore
- Presenza corporea del Signore nell'ostia. Ai credenti è data solo l'ostia e non il vino. Cattolici Romani
- Presenza spirituale del Signore nel pane e nel vino. Ai credenti è dato il pane ed il vino. Cristiani Evangelici
Purgatorio
- Affermato. Cattolici Romani
- Coloro che hanno accolto Cristo alla loro morte vanno subito in cielo, coloro che lo hanno respinto vanno subito nei tormenti. Cristiani Evangelici
I santi
- Vengono venerati. Cattolici Romani
- Vengono imitati. Cristiani Evangelici
Fonte: http://scudoevangelico.wikispaces.com
VERSETTI MANIPOLATI DAI TEOLOGI PAPISTI - Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te (Luca 1,28 CEI)
Alcuni versetti biblici sono stati tradotti tradizionalmente in modo impreciso dalle Bibbie cattoliche, allo scopo di sostenere alcune false dottrine, la cui origine è nella devozione popolare, anziché nell'esegesi biblica.Iniziamo con l'analizare Luca 1,28
Entrando da lei, disse: Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te (Luca 1,28 CEI)
Il termine "piena" di grazia viene utilizzato per fare credere al lettore che Maria fosse senza peccato, perché piena della grazia di Dio. Vediamo ora le traduzione evangeliche:
LA REGINA DELL' APOCALISSE
L' ultimo libro della Bibbia, l' Apocalisse, avvenimenti che riguardano presente e futuro. documenta gli eventi principali che culmineranno nel corso degli ultimi giorni. Nei capitoli 17 e 18 ci vengono dati dettagli specifici di una regina potente che, durante questo periodo, regnerà sui popoli e sulle nazioni del mondo.
Essa è una prostituta che commette fornicazione con i re della terra. La sua fornicazione inebria persino gli abitanti della terra. La prostituta siede sui popoli, sulle moltitudini, sulle nazioni e sulle lingue. Questa donna malvagia è anche identificata come una grande città che durante gli ultimi giorni regna sui re. Il nome scritto sulla sua fronte è molto appropriato:
Essa è una prostituta che commette fornicazione con i re della terra. La sua fornicazione inebria persino gli abitanti della terra. La prostituta siede sui popoli, sulle moltitudini, sulle nazioni e sulle lingue. Questa donna malvagia è anche identificata come una grande città che durante gli ultimi giorni regna sui re. Il nome scritto sulla sua fronte è molto appropriato:
UN MISTERO: BABILONIA LA GRANDE, LA MADRE DELLE PROSTITUTE E DELLE ABOMINAZIONI DELLA TERRA (Apocalisse 17:5)
Molti commentatori della Bibbia credono che questa donna malvagia rappresenti la chiesa apostata degli ultimi giorni. Dato che la vera chiesa è chiamata la sposa di Cristo, la falsa chiesa dovrebbe giustamente essere chiamata la prostituta.
Molti commentatori della Bibbia credono che questa donna malvagia rappresenti la chiesa apostata degli ultimi giorni. Dato che la vera chiesa è chiamata la sposa di Cristo, la falsa chiesa dovrebbe giustamente essere chiamata la prostituta.
CHI E' "LA DONNA VESTITA DI SOLE" DI APOCALISSE 12
Esistono due possibilità per quanto riguarda l'identità di questa misteriosa donna. Esse sono Maria la madre del Signore Gesù o Israele. La chiesa cattolica pensa che questa donna sia Maria. Hanno quadri e statue di Maria dipinta o scolpita nel suo glorioso splendore con una corona di dodici stelle sul capo, come se fosse una Regina.
E' questa un'interpretazione accurata di questo capitolo di Apocalisse o una distorsione pericolosa che ha indotto in errore i cattolici spingendoli ad avere fiducia in Maria per la loro salvezza?
Si prega di leggere attentamente Apocalisse 12 dall'inizio alla fine:
IL CULTO AI SANTI - Confutazione della dottrina papista
La dottrina dei teologi papisti
I santi che sono in cielo vanno pregati perché essi intercedono presso Dio per noi. Solo la chiesa ha il diritto di riconoscere santo un cristiano defunto. I credenti hanno dei santi in cielo che li proteggono. Giuseppe, il marito di Maria, è il patrono della Chiesa di Cristo. Le reliquie dei santi sono degne di essere venerate.
Secondo la curia romana coloro che sono sulla terra si devono rivolgere in preghiera pure ai santi perché essi intercedono per loro presso Dio, infatti il concilio di Trento ha decretato quanto segue:
‘Il santo sinodo comanda a tutti i vescovi e a quelli che hanno l’ufficio e l’incarico di insegnare, che (…) prima di tutto istruiscano diligentemente i fedeli sull’intercessione dei santi, sulla loro invocazione (….) insegnando che i santi, regnando con Cristo, offrono a Dio le loro orazioni per gli uomini; che è cosa buona ed utile invocarli supplichevolmente e ricorrere alle loro orazioni, alla loro potenza e al loro aiuto, per impetrare da Dio i benefici, per mezzo del suo figlio Gesù Cristo, nostro Signore…’ (Concilio di Trento, Sess. XXV). E questo è quello che fa il Perardi nel suo catechismo quando dice: ‘Preghiamoli di intercedere per noi’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 282).
Secondo la curia romana coloro che sono sulla terra si devono rivolgere in preghiera pure ai santi perché essi intercedono per loro presso Dio, infatti il concilio di Trento ha decretato quanto segue:
‘Il santo sinodo comanda a tutti i vescovi e a quelli che hanno l’ufficio e l’incarico di insegnare, che (…) prima di tutto istruiscano diligentemente i fedeli sull’intercessione dei santi, sulla loro invocazione (….) insegnando che i santi, regnando con Cristo, offrono a Dio le loro orazioni per gli uomini; che è cosa buona ed utile invocarli supplichevolmente e ricorrere alle loro orazioni, alla loro potenza e al loro aiuto, per impetrare da Dio i benefici, per mezzo del suo figlio Gesù Cristo, nostro Signore…’ (Concilio di Trento, Sess. XXV). E questo è quello che fa il Perardi nel suo catechismo quando dice: ‘Preghiamoli di intercedere per noi’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 282).
I SACRAMENTI - Confutazione della dottrina papista
I sacramenti sono segni efficaci della grazia istituiti da Cristo, sono sette e conferiscono la grazia che rappresentano.
Secondo i teologi papisti ‘i Sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificarci’.[Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 430]
Ma qual’è il significato di queste parole? Questo: ‘I Sacramenti sono segni della grazia, perché con la parte sensibile che hanno, significano o indicano quella grazia invisibile che conferiscono; e ne sono segni efficaci, perché significando la grazia realmente la conferiscono’.[Ibid., pag. 430]
Ma qual’è il significato di queste parole? Questo: ‘I Sacramenti sono segni della grazia, perché con la parte sensibile che hanno, significano o indicano quella grazia invisibile che conferiscono; e ne sono segni efficaci, perché significando la grazia realmente la conferiscono’.[Ibid., pag. 430]
La vera Chiesa non si riconosce dal gran numero dei suoi aderenti
I teologi cattolici romani, forti del fatto che la loro chiesa conta centinaia di milioni di membri sulla faccia di tutta la terra (secondo alcune recenti statistiche sarebbero quasi un miliardo nel mondo), affermano che la chiesa di Roma è la vera Chiesa.
Ma è dal numero degli aderenti che si deduce se una certa chiesa è la vera Chiesa di Dio o meno?
Possiamo affermare che tutti i Cattolici romani in Italia sono Cristiani solo perché essi affermano che nei loro registri vi sono più di cinquanta milioni di iscritti?
L'ORIGINE PAGANA DELL'UFFIZIO PAPALE
Nimrod, re e fondatore di Babilonia, ne era anche leader religioso. Era un re-sacerdote, e da lui discende tutta una linea di re-sacerdoti che sono a capo dell’occulta religione misterica babilonese, fino ai nostri giorni.
Quando Roma conquistò il mondo, la religione babilonese si miscelò a quella romana. Essa includeva l’idea di un SOMMO PONTEFICE ( Pontifex Maximus ) , uffizio iniziato e tenuto dai Cesari nel 63 A.C. Fu Cesare Augusto ad avere il titolo di Pontefice Massimo.
Cosa significava Pontifex Maximus?
La parola "Pontefice" viene da pons-ponte e fàcere-fare.
Colui che fa il ponte.
I sacerdoti-re imperatori dei giorni pagani erano ritenuti coloro che facevano e sorvegliavano i ponti di Roma. Ognuno di loro era Sommo Sacerdote e aveva la pretesa di essere il ponte o la connessione tra la vita mortale e quella ultraterrena.
Pietro non è la pietra su cui Cristo ha fondato la Sua Chiesa
Qual è la "pietra" su cui è fondata la Chiesa Cristiana?
Nel Vangelo di Matteo leggiamo: "Ed egli (Gesù) disse loro: "E voi, chi dite che io sia? Simon Pietro rispondendo disse: tu sei il Cristo, il Figliuolo dell'Iddio vivente. E Gesù replicando disse: Tu sei beato Simone, figliuolo di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E io altresì ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" (Matteo 16:14-18). [1]
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