IL CULTO AI SANTI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti

I santi che sono in cielo vanno pregati perché essi intercedono presso Dio per noi. Solo la chiesa ha il diritto di riconoscere santo un cristiano defunto. I credenti hanno dei santi in cielo che li proteggono. Giuseppe, il marito di Maria, è il patrono della Chiesa di Cristo. Le reliquie dei santi sono degne di essere venerate. 

Secondo la curia romana coloro che sono sulla terra si devono rivolgere in preghiera pure ai santi perché essi intercedono per loro presso Dio, infatti il concilio di Trento ha decretato quanto segue:


‘Il santo sinodo comanda a tutti i vescovi e a quelli che hanno l’ufficio e l’incarico di insegnare, che (…) prima di tutto istruiscano diligentemente i fedeli sull’intercessione dei santi, sulla loro invocazione (….) insegnando che i santi, regnando con Cristo, offrono a Dio le loro orazioni per gli uomini; che è cosa buona ed utile invocarli supplichevolmente e ricorrere alle loro orazioni, alla loro potenza e al loro aiuto, per impetrare da Dio i benefici, per mezzo del suo figlio Gesù Cristo, nostro Signore…’ (Concilio di Trento, Sess. XXV). E questo è quello che fa il Perardi nel suo catechismo quando dice: ‘Preghiamoli di intercedere per noi’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 282). 

I SACRAMENTI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti
I sacramenti sono segni efficaci della grazia istituiti da Cristo, sono sette e conferiscono la grazia che rappresentano.
Secondo i teologi papisti ‘i Sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificar­ci’.[Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 430]

Ma qual’è il significato di queste parole? Questo: ‘
I Sacramenti sono segni della grazia, perché con la parte sensibile che hanno, significano o indicano quella grazia invisibile che conferiscono; e ne sono segni efficaci, perché significando la grazia realmente la conferiscono’.[
Ibid., pag. 430]

La vera Chiesa non si riconosce dal gran numero dei suoi aderenti



I teologi cattolici romani, forti del fatto che la loro chiesa conta centinaia di milioni di membri sulla faccia di tutta la terra (secondo alcune recenti statistiche sarebbero quasi un miliardo nel mondo), affermano che la chiesa di Roma è la vera Chiesa. 

Ma è dal numero degli aderenti che si deduce se una certa chiesa è la vera Chiesa di Dio o meno?

Possiamo affermare che tutti i Cattolici romani in Italia sono Cristiani solo perché essi affer­mano che nei loro registri vi sono più di cinquanta milioni di iscritti?

L'ORIGINE PAGANA DELL'UFFIZIO PAPALE


Nimrod, re e fondatore di Babilonia, ne era anche leader religioso. Era un re-sacerdote, e da lui discende tutta una linea di re-sacerdoti che sono a capo dell’occulta religione misterica babilonese, fino ai nostri giorni.

Quando Roma conquistò il mondo, la religione babilonese si miscelò a quella romana. Essa includeva l’idea di un SOMMO PONTEFICE ( Pontifex Maximus ) , uffizio iniziato e tenuto dai Cesari nel 63 A.C. Fu Cesare Augusto ad avere il titolo di Pontefice Massimo.

Cosa significava Pontifex Maximus?

La parola "Pontefice" viene da pons-ponte e fàcere-fare. 
Colui che fa il ponte.

I sacerdoti-re imperatori dei giorni pagani erano ritenuti coloro che facevano e sorvegliavano i ponti di Roma. Ognuno di loro era Sommo Sacerdote e aveva la pretesa di essere il ponte o la connessione tra la vita mortale e quella ultraterrena.

Pietro non è la pietra su cui Cristo ha fondato la Sua Chiesa


Qual è la "pietra" su cui è fondata la Chiesa Cristiana?


Nel Vangelo di Matteo leggiamo: "Ed egli (Gesù) disse loro: "E voi, chi dite che io sia? Simon Pietro rispondendo disse: tu sei il Cristo, il Figliuolo dell'Iddio vivente. E Gesù replicando disse: Tu sei beato Simone, figliuolo di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E io altresì ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" (Matteo 16:14-18). [1]

LE PROVE DELLA FALLIBILITÀ DEI PAPI



Nel corso dei secoli si sono succeduti centinaia di papi nella chiesa romana. Ora, mediante i seguenti esempi di papi che hanno sottoscritto eresie, si sono contraddetti e sono stati dichiarati eretici, dimostreremo la fallibilità dei papi anche nelle loro dichiara­zioni ufficiali:
-  Liberio (352-366) aderì formalmente all’eresia ariana (che negava la divinità di Gesù Cristo), [1] sottoscrivendo la professione di fede eretica del concilio di Sermio e giungendo perfino a scomu­nicare Atanasio che difendeva la divinità di Cristo. Sia i suoi predecessori che lui stesso avevano di già condannato l’eresia di Ario; in seguito, i suoi successori condannarono l’eresia ariana.

SPIEGAZIONE DI ALCUNI PASSI PRESI DAI TEOLOGI PAPISTI PER SOSTENERE IL PRIMATO DI PIETRO


I teologi romani per sostenere che Gesù conferì il primato del potere della Chiesa a Pietro oltre ai passi più conosciuti che sono: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” [
Matt. 16:18] “Ti darò le chiavi del regno de’ cieli”, [Matt. 16:19] e “Pasci i miei agnelli… Pastura le mie pecorelle… Pasci le mie pecore”; [Giov. 21:15,16,17] pren­dono diversi altri passi della Scrittura che si riferiscono a Simon Pietro. 
Vediamoli, per vedere se in effetti stanno ad indi­care che l’apostolo Pietro ricevette il primato sulla Chiesa primitiva.

COLUI CHE VIENE CHIAMATO PAPA NON HA LE CHIAVI DEL REGNO DEI CIELI


Gesù disse un giorno a Pietro: “
Io ti darò le chiavi del regno de’ cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli”.[Matt. 16:19]

Queste parole sono prese dai teologi cattolici romani per soste­nere che siccome che il capo dello Stato del Vaticano é il suc­cessore di Pietro, di conseguenza lui possiede le chiavi del regno di Dio, e perciò chi vuole entrare nel regno di Dio deve per forza di cose entrare a fare parte della chiesa romana (e questo può avvenire riconoscendo il capo dello Stato del Vaticano come capo della Chiesa); perché fuori di essa (la chiesa romana), essi dicono, vi è la perdizione, dentro invece c’é la salvezza!

COLUI CHE VIENE CHIAMATO PAPA NON HA IL POTERE DI FARE SANTO NESSUNO


L’
Enciclopedia Cattolica alla voce canonizzazione afferma: ‘La canonizzazione è un atto o sentenza definitiva, con la quale il Sommo Pontefice decreta che un servo di Dio, già annoverato tra i beati, venga iscritto nel catalogo dei santi e si veneri nella Chiesa universale con il culto dovuto a tutti i canonizzati’. [1]


Colui che viene chiamato papa quindi ha pure il potere di dichia­rare santi taluni che durante la loro vita si sono contraddistin­ti per delle virtù eroiche o per delle loro qualità particolari.
Ma che dice la Scrittura? Innanzi tutto la Scrittura dice che Colui che santifica e dichiara santi è Cristo secondo che è scritto: “Poiché e Colui che santifica e quelli che son santifi­cati, provengon tutti da uno”; (Ebr. 2:11) e poi essa insegna che tutti i credenti sono santi (sia coloro che vivono sulla terra e sia coloro che sono morti e sono ora alla presenza del Signore), e questo perché essi sono stati santificati “mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre”. (Ebr. 10:10)
Le seguenti Scritture attestano che noi figliuoli di Dio siamo stati santificati e perciò siamo i santi che sono sulla terra.
-  Paolo scrisse ai Corinzi: “Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Sostene, alla chiesa di Dio che é in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù”, (1 Cor. 1:1,2) ed ancora: “Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erede­ranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo, e mediante lo Spirito dell’Id­dio nostro”; (1 Cor. 6:9-11)
-  ai Filippesi: “Paolo e Timoteo, servitori di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono in Filippi”; (Fil. 1:1)
-  ai Colossesi: “Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse..”; (Col. 1:1,2)
-  ai Romani: “Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio”,  (Rom. 8:27)   ed anche: “Ma per ora vado a Gerusalemme a portarvi una sovvenzione per i santi”. (Rom. 15:25)
Come potete vedere da voi stessi i santi non sono quelli canoniz­zati dal capo dello Stato del Vaticano ma quelli resi tali da Dio mediante lo Spirito, perciò la canonizzazione fatta in seno alla chiesa romana é una pratica che si oppone alla Scrittura e che non ha nessun valore.


[1]
 Enciclopedia Cattolica, vol. 3, 569. La prima canonizzazione, di cui esiste ancora il documento pontificio, è quella di Udalrico, vescovo di Augusta, eseguita da Giovanni XV nel 993 durante il Sinodo celebrato al Laterano. Secondo l’Enciclopedia Cattolica il merito di avere indirizzata la procedura canonica della canonizzazione a quella austerità e sicurezza che vige ancora spetta a Urbano VIII (1623-1644) il quale fece pubblicare in un volumetto tutti i decreti e i successivi schiarimenti emanati durante il suo lungo governo in materia di canonizzazione, che porta il titolo 
Urbani VIII Pont. O. M. Decreta servanda in canonizatione et beatificatione sanctorum.


Tratto da:

G.Butindaro, La Chiesa Cattolica Romana
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COLUI CHE VIENE CHIAMATO PAPA NON E' INFALLIBILE "EX CATHEDRA"


Cominciamo col dire che i teologi papisti dicono che il papa è infallibile solo quando insegna come papa, e non anche quando insegna espri­mendo il suo parere personale; e che come uomo, può operare bene ed operare male, cioè può peccare; ma a nostro giudizio queste affermazioni sono solo affermazioni di comodo che servono solo a dire, nel caso il loro papa dicesse qualcosa di storto anche agli occhi dei suoi fedeli seguaci o si rendesse colpevole di qualche grave delitto, che egli è un uomo come tutti gli altri; quindi in sostanza costituiscono uno scudo contro eventuali critiche.

COLUI CHE VIENE CHIAMATO PAPA NON È IL VICARIO DI CRISTO E NÈ IL SANTO PADRE

Come abbiamo visto la chiesa romana afferma che il capo dello Stato del Vaticano é il vicario di Cristo sulla terra, cioè colui che ne fa le veci.

Il Perardi si esprime così a riguardo: ‘Questi rappresenta Gesù Cristo su questa terra, ne fa le veci, e perciò regge e governa la Chiesa in nome di Lui’.
[
Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 182]

L’ASTUZIA E LA MALVAGITA' USATE DAI GESUITI PER ‘la maggior gloria di Dio’


Quando si parla delle persecuzioni che tanti nostri fratelli subirono in Europa dopo che scoppiò la Riforma non si può non parlare dei Gesuiti, chiamati anche Compagnia di Gesù e a ragione soprannominati ‘gli uomini del papa’ per la loro cieca ubbidienza al papa. E questo perché essi furono coloro che più di altri si diedero da fare con il permesso del papa per estirpare il ‘protestantesimo’ da dove si era diffuso e convertire al cattolicesimo coloro che lo avevano abbandonato. Vediamo dunque di dare qualche cenno storico e dottrinale su questo ordine della chiesa cattolica romana tuttora esistente nel suo seno e tuttora molto influente in essa.

TESTIMONIANZA DELL'EX VESCOVO DEL GUATEMALA Gerard Bouffard


L'EX VESCOVO DEL GUATEMALA Gerard Bouffard HA AFFERMATO CHE IL VATICANO E' "il vero controllore spirituale" DEGLI ILLUMINATI E DEL NUOVO ORDINE MONDIALE, mentre I GESUITI, tramite il Papa Nero, il padre generale Peter Hans Kolvenbach , CONTROLLANO EFFETTIVAMENTE LA GERARCHIA VATICANA E LA CHIESA CATTOLICA ROMANA.

Il vescovo Bouffard, che ha lasciato la Chiesa ed ora è un Cristiano Rinato che vive in Canada, ha raggiunto la sua conclusione dopo aver lavorato sei anni come sac
erdote in Vaticano, incaricato del compito di trasmettere la corrispondenza giornaliera riservata tra il Papa ed i dirigenti dell'Ordine dei Gesuiti, che risiede in Borgo Santo Spirito n° 5, nei pressi di Piazza di San Pietro.
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